Moriremo di egoismo

Pubblicato: 7 gennaio 2022 in Senza categoria

Brutto titolo, inquietante e triste, me ne rendo conto.

Gli interessi personali,in generale, hanno travalicato, senza che nessuno dica niente, l’amore per il prossimo.

Già ma quale prossimo ?

Siamo un esercito di persone sole che cercano di riempirsi di oggetti effimeri per riempire le proprie vuote vite, vuote di valori, vuote di interessi, vuote di crescite interiori. Solo piene di apparenza e di poca sostanza, tutto gira intorno al concetto :
“Chi sei ? Ah allora ok…Chi non sei ? Ah allora ti ignoro”

Possiamo girarla come vogliamo ma anche inconsapevolmente ognuno di noi mette in atto questo processo automatico, sì perchè cerchiamo sempre la via più breve la via indolore, la via del compromesso.

Da chi lo fa inconsapevolmente e poco a chi ci ha costruito un vero e proprio stile di vita e lo ripete come un mantra.

Tutto questo che funzioni o meno, che faccia schifo o chi se ne frega ci rende tutti delle vere e proprie “mezzeseghe”.

Ed è per questo che nel momento che avremo veramente bisogno di qualcuno o nei momenti in cui sarai a terra e senza niente da offrire in controparte, ti si presenterà davanti solo chi veramente non ha alcun interesse verso di te, se non quello dell’amore vero, dell’amicizia senza secondi fini, magari persone che avevi lasciato in ombra, proprio perchè ancora pure e con valori veri.

E allora amate senza contare, abbracciate senza pensare, baciatevi senza alcun freno, lasciatevi solo andare, ma solo quando sentite che è il momento giusto per farlo, quando sentite quel brivido forte che vi parte dalle gambe e vi schizza al cervello e capite che potete fidarvi davvero, altrimenti sarà una vita senza emozioni vere, una vita di gare, di competizioni sul nulla, di valori effimeri dettati dai media, imposti dal sistema che ci porteranno inevitabilmente ad una fine certa

Rimanere soli

La montagna delle cose non dette

Pubblicato: 25 dicembre 2021 in Senza categoria

Esiste in un luogo che nessuno sa la montagna più grande al mondo, fatto di rocce vulcaniche, sono tutte piccole pietre di colore scuro, di varie dimensioni, la cosa che la rende unica è che non si vede la sua altezza ma si vede la sua base che è estesa per mantenere il peso di tutte le rocce che la compongono.

Ogni piccola roccia è fatta di parole, si ci sono scritte delle parole sopra, in tutte le lingue del Mondo, sono tutte le parole delle frasi che non abbiamo detto, che non abbiamo mai proferito, ma solo pronunciato nel tratto che va dalla nostra scatola cranica alla nostra mandibola, ma poi si sono fermate lì e non sono mai uscite, o almeno questo è quello che pensiamo noi. In realtà una volta arrivate in quel tratto, non sapendo cosa fare, si trovano nel limbo e scelgono di duplicarsi, come qualsiasi materia indifesa, ed allora metà saltano fuori e vanno ad aggiungersi alla montagna enorme che cresce a dismisura, che nessuno ne ha mai visto la cima, l’altra metà la sentiamo con lo stesso peso dentro di noi.

Se ne tornano dentro la nostra testa, ma non hanno più una loro collocazione, ed allora girano, vagano in eterno, ed usciranno fuori nella maniera sbagliata insieme ad altre che a loro sembrano simili, ma che in realtà le appesantiscono solamente rendendo molto più greve la frase detta.

Quando accade ciò anche sulla montagna il corrispettivo di parole uscite erutta ed alleggerisce la montagna, ma nonostante ciò il monte resta immenso ed inesploso, un monte fatto di parole non dette, di frasi rimaste fra le nostre labbra, frasi che ci avrebbero reso liberi, forse più brutti e diretti, ma liberi.

Ditele le parole, oggi stesso, ora, subito, stamani, quello che non avete mai avuto il coraggio di dire, senza ira, senza cattiveria, con tanto impeto però, con tanta voglia di dire, io sono vero e vivo, non perdete tempo, perchè poi le ore passano, e le ore diventano giorni, i giorni mesi, i mesi anni e gli anni 1 Vita….

Una vita di silenzi è una vita fatta di schiavitù verso noi stessi

Non siamo venuti al Mondo per essere programmati né tantomeno per stare a testa bassa.

Da che l’uomo esiste ha fatto sempre di tutto, studiando, combattendo, e faticando per migliorarsi e rendersi libero, se pensiamo a tutti i conflitti in nome della libertà personale, non basterebbe un giorno per elencarli tutti.

Sempre a testa alta e mai a testa bassa. Guai

Che cos’è che ci ha fatto improvvisamente abbassare la testa, chinare il capo, questo segno di debolezza, remissione, sottomissione che è sempre stato un disonore

Se ci avessero detto che avremmo pagato per poter tenere la testa bassa, qualcuno del passato si sarebbe messo a ridere, come qualsiasi umano che non stia vivendo la nostra epoca.

Il telefono ci ha fatto abbassare la testa, ma non quello normale, lo smartphone.

Pensavamo di evolverci ed invece siamo stati solo capaci di chinare la testa e perdersi in una realtà che non è reale, che non viviamo, che non è nostra e nemmeno loro, che ci succhia tutte le energie positive e ci riempie di merda e di finzioni costantemente.

Sì certo, mica tutto è così , esistono anche cose interessanti ed utili e molte, ma mentre le cerchi ti sporchi e ti riempi di merda, di inutilità, perdi tempo e non ti godi tutto ciò per cui siamo al Mondo

Vivere

Si, il lavoro, gli impegni, i soldi, i problemi, le discussioni, le litigate, gli affari, lo shopping, i tradimenti, il Natale, la supremazia, il potere, l’essere, l’auto, il brand, lo status symbol, i parenti, lui mi ha detto, lei mi ha fatto, e allora io gli ho risposto….

Quanto tempo inutile perdiamo proni a vangare merda ed a buttarla, tanto la butti, la ricevi ma il Mondo si sporca e tu vivrai in quel Mondo simile ad un videogame ma che ha una grossa differenza rispetto al gioco, quì abbiamo UNA sola vita

Ed alla fine ci dimentichiamo di vivere…

Non ce lo insegnano a scuola e non esistono filosofi a portata di mano e di orecchie, ma tanto siamo fatti così, finiremo per interromperli e non ascoltarli. Semplicemente perché non siamo più in grado di ascoltare, vogliamo solo parlare, dire la nostra far sapere tutto di noi, io qui io là e poi ci si caca addosso nei momenti più importanti.

La formazione è sempre alla base di tutto, se non si è formati si rischia di crollare sotto il peso degli eventi avversi, grossi e piccoli che siano, si rischia di farci travolgere dai sensi di colpa, che magari non hai, ma che alla fine quando non riesci a dare spiegazione a qualcosa, spesso richiami e fai un ulteriore “mea culpa” che serve solo ad affossarti di più.

Nessuno ti insegna a riflettere, ad ascoltare, ma soprattutto a far scivolare via, che penso sia la cosa più difficile da fare, perché tu puoi studiare, meditare e distrarti, ma l’arte dello “scivolare” non risiede nei soggetti sensibili. Ed è per quello che spesso si rimane fregati perché si pensa troppo a far del male quando poi finisci per riceverlo.

Scivola scivola scivola scivola scivola scivola scivola scivola x2 …

https://youtu.be/9jgGvPQFmpU

Si fa presto a dire la gestione della vita, l’organizzazione, il tempo, gli eventi, i rapporti.

Ma quando mai, sono solo parole dette per cercare di inquadrare chi vuol farsi inquadrare, cioè la.maggior parte di noi.

Ci può sembrare di avere il controllo su alcune cose piuttosto che altre, ma è solo una sensazione passeggera, tutto vola via da un momento all altro e le convinzioni che avevi prima diventano dubbi ed i problemi diventano all’improvviso non più pesanti come prima.

Sono solo attimi da vivere lì per lì e da circoscrivere senza sistematicamente dover far uscire niente, e più che altro non mescolare con altri attimi, magari dello stesso periodo, solo perché simili.

Sulla carta tutto estremamente facile, in pratica molto meno, ma bisogna lavorarci per

Sta un pò lì la differenza tra spensieratezza e preoccupazioni

Non lo so, ma torno quì e tutto è cambiato!

Succede sempre così torni nei posti e pensi di trovarli come li hai lasciati ed invece cambia tutto.

Da quant’è che manco ? Da tanto, troppo tempo su questo Blog, tradito e tralasciato per impegnarmi su altro, anche se questo Blog non è mai stato un impegno, anzi, uno sfogo, solo pagine dove riversare parti della mia vita.

Adesso con l’apertura da più di un anno del canale YouTube SOS4DJ sono perennemente preso da questa nuova attività, parallela al mio lavoro, ma che piano piano mi sta facendo ritagliare spazi importanti nell’Internet, ed a dire il vero inaspettati. Credo sempre troppo poco in me stesso, chi me lo diceva ?? Ah ok….

Il Blog non è chiuso, il blog è una cosa a parte, fa parte di me, il canale YouTube fa parte del lavoro, quindi la parte esterna di Claude, che molti conoscono, è per quello che quì non c’è mai nessuno e di là invece c’è traffico.

Ci tenevo a dirlo per evitare confronti, fra questo e quello.

Detto ciò, non solo WordPress, la piattaforma che ospita questo Blog è cambiata, ma anche tutta la mia vita, visto che non scrivo da oltre un anno, anzi non mi ricordo neanchè quanto è di preciso!

Con gli effetti della pandemia, e delle mie scelte selettive, sto cambiando tutto, dai lavori, alle lezioni, alle amicizie, quali ? ai rapporti sociali, alla casa, alla regione, all’auto insomma, quando si dice rivoluzionare e scombussolare, ecco quello sono io in questi ultimi 20 mesi.

Del resto questo periodo di pandemia, oltre che a sbattermi in ospedale per una decina di giorni causa Covid 19 a Marzo 2020 (come sempre voglio essere il primo a provare le cose nuove) mi ha insegnato tante cose, tanti aspetti che tralasciavo, tanti desideri da curare, e tanti difetti da togliere, si ce ne sono tanti, tanti accumulati nel tempo, dove spesso ricasco inevitabilmente.

Ora sto rallentando volutamente un pò tutto, nonostante mi stia impegnando molto e cercando la qualità, cerco di circondarmi di persone vere, ho dato troppo spazio a chi non meritava, e mi sto leccando le ferite, ma io sono uno che do sempre la colpa a me stesso, non mi piace incolpare l’uno o gli altri, guardo sempre dalla mia parte e vedo l’errore di aver sbagliato il rapporto con tali persone, accidenti Claude, con tutti questi anni di locali e decine di migliaia di persone incontrate, a volte te la fai fare proprio sotto il naso, addirittura stendendo un tappeto rosso. Eh si son fatto così, questo è uno dei miei grossi difetti, ma ci sto lavorando, e spero che questa lezione mi serva da monito pesante.

Nel frattempo io e Mucca, osserviamo il Mondo…

Cosi bella

Pubblicato: 6 giugno 2020 in Senza categoria

Cosi bella

È una così bella serata che non è successo nulla, ma l’aria che si respira vicino alla mezzanotte non ti fa stare in casa, la Luna si affaccia tra le nuvole di ieri e accende i suoi riflettori sul tuo palcoscenico e sulle tue ombre. Il vento si è calmato e con lui si è liberata la tua voglia di afferrare tutto, già, tutto quello che con la forza vorresti ancora prenderti ma con i vincoli non riesci.

Non c’è nessuno in giro se non rumori lontani o sintomi di un Estate che si sta facendo strada.

Un altro sguardo ancora, Hablame e illuminami come solo tu sai fare.

Quel che c’è piovuto addosso, ci ha spiazzato tutti, dal primo all’ultimo della Terra, forse qualcuno escluso che poteva sapere o immaginare, ma questo non è il classico post di complottismo o di ricerca di verità improbabili. Di quelli è pieno il web, e di conseguenza i media nazionali ed internazionali.

Come sempre si sbaglia l’approccio alle novità ed impieghiamo sempre troppo tempo a pensare a come uscire e come tornare alla nostra vita precedente, per svariati motivi di ognuno di noi, piuttosto che guardarci intorno darci alcune risposte a domande importanti.

Sì è vero, ci ha preso all’improvviso e nessuno di noi era preparato, ma dopo lo stupore, lo sconforto e la delusione, è inutile ora parlare di fasi 1, 2, 3 post, bensì organizzarsi sul come affrontare la nuova vita. Già, una nuova vita, sarà bene prender coscienza alla svelta che in mancanza di positive novità scientifiche, non presunte, imminenti, ma testate, bisognerà pensare di essere nati da poco e che i nostri occhi i stanno iniziando a prendere visione di ciò che ci circonda.

I due problemi più grossi al Mondo sono stati sottovalutati, uno è emerso da pochi mesi ed ora ci preoccupiamo solo di quello, l’altro ancora lo teniamo sottotraccia ma in realtà è il primo: l’ambiente.

Ambiente e sanità, che strano eh? Non armamenti, politica, viaggi, banche, lavoro.

Va invertita la rotta e mettere queste ultime a disposizione delle prime, tutte quelle cose che hanno frantumato la natura e disastrato il mondo sotto ogni profilo, compreso quello umano, devono adesso prestare servizio per queste due enormi criticità.

Inutile pensare a riprendersi la vita che avevamo prima, quella è giunta al capolinea ed ha tirato troppo la corda, ed è per questo che adesso i segni di questa pandemia ci fanno così male.

Ripartire non ha senso, serve invertire, stravolgere, capovolgere.

 

Dare e avere

Pubblicato: 4 febbraio 2020 in Senza categoria

Si ricorda molto più spesso ciò che si da rispetto a ciò che si riceve, ed è questo l’errore sistematico, controllare ciò che hai dato e non quello che hai avuto.

Come se contasse veramente qualcosa questa differenza!

Conta ciò che ti da gioia dare e cosa ti

fa bene ricevere. Ricevere punto, non in cambio di qualcosa.

Un puntino piccolo piccolo, un granello di sabbia, un piccolo frammento di roccia, azzurro come la felicità, il benessere, la libertà e la leggiadria delle tue ali di farfalla.

Azzurro intenso per un mondo colorato, vivo e pieno di cammini da fare, posti da vedere, culture da rispettare, cibi da gustare.

Non posso essere più di un punto minuscolo nell’ universo che ci fonde, ma ci sono ed emano la mia energia, ormai positiva e sempre sorridente per chi sa sorridere e comprensiva per chi non riesce a farlo.

Il sorriso è in grado di aprire tutte le porte, basta che sia vero e di azzurro intenso.

Azzurro Azzurro Azzurro, adesso puoi…

Questa Estate è diversa sotto alcuni aspetti, non la sento forte questa stagione. Forse è il primo anno che non mi esalta come di solito, e sono qui a cercare di capire il perché. Magari perché non sono quasi mai andato al mare, cosa rarissima al 1 di Agosto solo una volta, non mi ricordo di quanto tempo era che non succedeva, ma d’ altra parte per curare alcune cose bisogna rinunciare ad altre e sinceramente preferisco rimanere con l’immagine in testa delle Maldive a Gennaio piuttosto che Marina di Vecchiano d’Estate. Lo so, è un po’ sputare sul piatto dove si mangia , ma è la verità e poi penso che ho ancora un paio di jolly marittimi da giocarmi che val bene la pena pazientare un po’. Ma non è solo il mare a rendere diversa questa stagione, è anche una questione di orizzonti diversi ed equilibri sempre più spostati che mi fanno riflettere sul mio Io e su chi mi gira intorno. Quando vivi in un mondo surreale per tanti anni, poi è normale che se ti fermi a pensare e ti guardi intorno tanti scenari cambiano, si modificano, e quando metti i filtri a tutto è anche legittimo sentire l’eco in una valle desolata. Il filtro di questa stagione è il massimo 50+, per tutto e per tutti.

Chi sta con me, accanto a me, intorno a me, vive di me, chiede di me, parla di me, o semplicemente si rapporta con me deve assolutamente lavorare duro e pedalare, così come faccio io.

Non faccio più regali a nessuno.

Non è che se continui a guardarlo la sua forma cambia, e nemmeno toccare ogni pagnotta fa di te uno “scultore panaro” e neanche a pesarle una ad una ti farà prendere la decisione migliore.

Per comprare il pane al supermercato non servono più di 10 secondi, soprattutto se vai sempre nello stesso e sai a memoria cosa acquisti, quindi perchè deve esserci sempre uno stuolo di anziani immobili di fronte all’esposizione del pane che non si decidono.

E non ti fanno passare, piazzano i loro carrelloni zeppi di roba per stipare la dispensa come se scoppiasse la guerra atomica o fossero gli ultimi immortali, in uno spazio di un mezzo metro quadro, dove ovviamente si incontrano fra di loro e ciarlano del Pd e di Salvini.

Perchè ci sarebbe il banco del pane con la commessa da sacrificare ai loro ordini per scegliere qualsiasi tipo di pane, ma non ci possono ficcare le dita dentro e schiacciarlo per tastare la cottura.

Pane is the new cantierepane

8:24

Pubblicato: 26 luglio 2019 in Senza categoria
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…lui pensò “vederti con un altro mi fa meno male della gioia di vederti bene”

Alle 8:24 la sveglia suonò

Ma infatti le cose che ci sembrano più difficili da fare spesso si rivelano le più facili, solo perché si sbaglia l’approccio, il modo di arrivarci. Molto facile vederle stile “drone” sugli altri quando non sei coinvolto direttamente, si molto più facile rispetto ad avere un giudizio che dia una svolta fattibile al tuo di cambiamento. Li si vivacchia tra il diavolo e l’angioletto che ti parlano da sinistra e da destra. E l’unico modo è spostarsi e farli scontrare così da questo big bang si può generare un nuovo andamento, non deve per forza essere migliore del passato. Diverso. Tutto cambia, solo se tu cambi.

Spesso mi soffermo a pensare a cosa sarebbe successo se non avessi fatto questo percorso. Così come nelle celebri “sliding doors”, e non mi vedo mai in nessun altro contesto, se non quello in cui sono.

Grazie a queste mie scelte, giuste e sbagliate che siano, ho avuto ed ho il privilegio, ora, di plasmare le mie giornate, scegliere le persone, i posti in cui voglio andare o vivere senza più compromessi, senza sorrisi falsi, senza troppi discorsi. Solo io con chi mi pare a me.

Da qualche anno il radicale cambiamento è iniziato, con la selezione delle persone che voglio intorno e dei luoghi di lavoro, a volte naturale a volte comandata a distanza.
Libero così, forse non lo sono stato mai e ogni posto che visito nei miei viaggi me lo porto con me ed aggiungo una parte di mondo al mio interiore, che mi fa crescere e mi allontana ancora di più da tutto l’effimero ed il superfluo che si trova in giro, virtuale o reale che sia.

Quest ultimo viaggio è stato talmente bello che ho provato emozioni fortissime e mi sono tolto soddisfazioni che avevo fin da bambino.
A che serve vivere se non hai una ragione valida per farlo, ognuno la propria , purchè sia vera, solida e ti faccia sorridere sempre.

Oggi ho fatto vedere i video e le foto del viaggio ai miei e mia Mamma mi ha detto, <guardati lì che ridi sempre te>.

Ecco .

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TU.tto

Pubblicato: 20 dicembre 2018 in Senza categoria
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Tutto già previsto

Tutto già scritto

Tutto nella normale fase dei casi

Tutto senza sorprese finali

Tutto come dicevano

Tutto in bianco e nero

Tutto come se non reagisci

Tutto che non approfondisci

Tutto che chissa se

Tutto che mi piacerebbe anche

Tutto che è sbagliato e giusto

Tutto che alla fine è

Nulla

insieme-vuoto

 

 

I bilanci si fanno a fine anno, ma non importa, perchè questo non è un bilancio, e nemmeno un’analisi della situazione, è un semplice giochino che faccio sulle cose da fare e non fare.

Un promemoria personale per come dovrei sforzarmi ad affrontare alcuni concetti che spesso tratto in  automatismo e magari sbaglio, boh chi lo sa.

Le butto giù così come vengono, di preparato non c’è neanche il sugo oggi:

Non fare più ostacolo al Natale, cominciamo da lì. Si sa la mia ostilità verso le feste, per il casino che si riversa ovunque e tutti sono rincoglioniti dal far regali e intasare le strade e bla bla bla..

Fare più attenzione, perchè le persone che mi circondano potrebbero invece essere molto interessate a questa festa, quindi Claude : te la devi fà garbà a tutti ‘osti

Non fare troppa attenzione ai problemi (lamentele) degli altri. Molto spesso finisci per non curare i tuoi e poi il momento in cui dici loro di no, sei uno stronzo.

Fare meno ordine! Capperi, la Vergine che segno, sempre lì a ordinar tutto.

Non fare caso a cosa può comportare il tuo atteggiamento se agisci in un modo piuttosto che in un altro. Tanto se ti vogliono, come ti han sempre voluto sanno chi sei e cosa rappresenti.

Fare più cambiamenti, perchè non esiste solo l’aggiornamento del proprio lavoro, cambiare le abitudini radicate, e soprattutto quelle alimentari.

Non fare sesso fatto male, la qualità ad una certa, conta, uuuuh come conta.

Non fare caso alla maleducazione generale, se non rispondono come vorresti, se non si comportano come pensavi, se non arrivano a capire cose per te evidenti, è un grosso problema, loro però.

Non fare muro se il Pisa perde spesso, se scegli di tifare questa città, devi esser consapevole che c’è da soffrire.

Fare, non fare e poi tanto lo so, scrivo scrivo e fò come mi pare.

 

 

 

 

 

 

Spesso mancano le parole, ma proprio quando non le trovi sono loro a venire a cercarti…..e si sa, io adoro il mare….

Non ci portare chiunque a vedere il mare, che è una cosa importante, non è mica una cosa da niente.
Andare con qualcuno a vedere il mare non è come andarsene al bar, o a vedere le vetrine dei negozi, a prendere un gelato, è veramente molto di più.
A vedere il mare portaci quel qualcuno perfetto per condividere il silenzio, che è difficile trovarlo, ma se lo trovi non hai scampo,
lo vedi in un altro modo,
il silenzio
e te ne innamori.
Portaci qualcuno con il quale non devi parlare per forza, perché il mare è un film muto che ti sorprende per i colori, per le sensazioni che ti provoca nello stomaco, e non tanto per i rumori delle onde, certo, anche. Ma quel che veramente vale, del mare, sono le sfumature. Come di ogni cosa bella, d’altronde.
Portaci chi è stato in grado di dimostrarti che tu vali molto più di quel che pensi, di quel che ti aspetteresti, qualcuno che faccia di te una priorità e non un passatempo, che riesca a sentire le tue tragedie di dentro senza pensare che siano cose banali e poco rilevanti.
Portaci, a vedere il mare, chi ti sa capire senza parlare
chi ti viene a prendere se ti allontani
chi ti lascia appoggiarti sulla sua spalla quando cadi,
chi se guarda nei tuoi occhi, incredibilmente, vede un po’ di mare, chi quando alza lo sguardo, nel cielo, legge il tuo nome.
Portaci qualcuno così, che ti faccia sentire dentro un caos perfetto, stupendo, che ti faccia sentire che è bello svegliarsi alla mattina, proprio bello.
Portaci qualcuno così, e ti sembrerà di vedere qualcosa di stupefacente, di sconvolgente
e ti sembrerà di vedere il mare per la prima volta nella tua vita
perché così bello, prima, non l’avevi visto mai.

(Cit.)

Quando suona la campana?

Appunto, ma quando!! 2 anni di assenza del campanello di casa e tutto sommato non è che stessi poi così male, ormai era diventata una barzelletta per tutti.

Si perchè chi lo aveva installato voleva far lo strano e lo ha messo in modo che funzionasse solo premendolo ai lati. Phenomeno!!!

Ormai venivo avvisato nei modi più disparati:

chi urlava il mio nome dal cancello, chi mi telefonava, chi suonava il claxon, chi attirava l’attenzione di Mucca, ma ormai il metodo più usato erano i messaggi sul telefono del tipo:

Driiinnn!!!,  Din Don!, AlloraAAAA mi apri?, Sono arrivato, Ci sono,  Aprimi Sesamo….

E poi tutti a chiedere ridendo, ma il campanello quando lo fai aggiustare?

Già ma perchè due anni di assenza? Semplice, quando intendi di fare un lavoro in fretta  è notorio che in Toscana (zone costiere), il ritmo sia quello del Sud Ovest della Giamaica e visto che nessuno arrivava a ripararlo, mi ero organizzato con un bel cartello con scritto il mio numero, roba che mi ha fatto diventare amico di tutti i corrieri.

Poi finalmente un elettricista ha cambiato il pezzo che sembrava introvabile e sono tornato a sentire il suono.

Che emozione!!

Ora vedete di non rompere troppo i coglioni sennò ristacco tutto.

 

Certe abitudini una volta prese, fai fatica a toglierle.

Non riesco più a cacare senza Facebook.

Detta così sembra una dipendenza, ed in effetti lo è, ma è la realtà è così e spiego perché.

In quei momenti hai bisogno di non pensare a niente, quindi cosa di meglio che leggere cose inutili come le vostre manie di grandezza patetiche, le continue lamentele, le foto taroccate, le lotte continue di categoria delle quali non fate neanche parte, gli schieramenti politici da bandiera di ponte e per finire i vostri strafalcioni in Italiano ed Inglese.

È troppo stimolante e fa venir così da defecare che in confronto i giornaletti di gossip sono libri di filosofia.

Me ne sto rendendo conto da un po’ e vedo che funziona, forse non sono il primo a dire che Facebook fa cacare però io intendo nel vero senso della parola!

Ora detto questo mi attendo pubblicità mirate sul mio profilo di carte igieniche, deodoranti da cesso, bidet stellari e tazzatutorial di Aranzulla.

Quello che mi frega sempre, da sempre ed in special modo ultimamente sono le aspettative.

“L’aspettativa è la previsione ragionevolmente realistica dell’individuo circa la condotta degli altri membri della società in un contesto di incertezza.”

Ecco sta tutto lì il danno, io mi aspetto sempre comportamenti diversi in relazione a come mi comporto io, ma non è mai così, o almeno nella stragrande maggioranza dei casi.

Questo non vuol dire che uno debba per forza aspettarsi qualcosa di bello, semplicemente qualcosa che sia più vicino all’aspettativa minima che possa esistere nel proprio pensiero, e quando parlo di minima, intendo ben lontano dal farsi dei castelli in aria.

Allora pieghi leggermente il capo verso sinistra, guardi un pò verso l’alto e pensi ma sarò io l’errore ? Dove sta l’inghippo? Ma soprattutto come cambiare questa tendenza ?

Cambiare gli altri: impossibile.

Cambiare atteggiamento e diventare io così : ancora più improbabile.

Fregarsene: atteggiamento sconosciuto dal mio ego.

Esiste un abisso tra aspettativa e realtà, tra parole e fatti, tra social e real life, tra promesse e bugie, tra essere ed apparire, tra uomini e mezzi uomini.

 

Quando chiudi una storia, d’amore, di passione, lavorativa che sia, si innesca una reazione a catena inevitabile che ti porta a scansionarti da capo a piedi.

Lo fai per cercare di capire di cosa hai bisogno e di cosa no, cerchi di scacciare il “vecchio” e preparare il tuo corpo al nuovo, e finisci per metterti sempre in discussione su tutto, diventando fragile ed abbassando fatalmente l’autostima.

E’ un po come fare un’analisi accurata del corpo ma non quello inteso come organi

Sono sensazioni forti, spesso distruttive che fanno male e bene allo stesso tempo.

Son tutte foglie secche ai tuoi piedi e se le tocchi le spezzi non potrai mai farle tornare vitali.

Puoi solo spazzarle via e liberare il tuo cammino.foglia

E io anticipo un giorno.

Non per scrivere degli anni che compio o magari per fare il classico bilancio di mezza età, voglio parlare di un po’ di emozioni che hanno caratterizzato questo periodo estivo dove sono cambiate un po’ di cose pur rimanendo nel loro habitat naturale e nel letto di scorrimento che la mia vita gli ha creato.

Sto pensando a Portopalo da dove mancava da ormai 28 anni ufficialmente per una vacanza e 22 come toccata e fuga dal luogo di lavoro a Tropea.

 Pensi che non hai mai tempo per ritagliarti spazi che vorresti ed invece le cose semplicemente basta volerle ed essere nello stato mentale giusto o anche solo essere stimolato da chi ti sta vicino e così esce fuori un magnifico weekend ed una mini vacanzucola di 5 gg.  Non si può pensare solo al futuro, al lavoro alle conseguenze. A volte bisogna solo prendere ed andare e riscoprire sapori che avevi dimenticato da tempo.

La famiglia, i cugini e gli amici di sempre quelli del divertimento vero e spensierato. Si certo non è tutto una favola e qualcosa va sempre come non ti aspetti e ti ci fa restare male, ma certe persone non cambiano col tempo, speri nella loro evoluzione ma invece sbagli a calcolarle cresciute e scopri che sono rimaste lì. 

Sono emozioni forti che non vivevo da molto tempo ed ho affrontato con la consapevolezza di non volerle rivivere per forza ripercorrendo gli stessi passi di 30 anni fa, ma solo col piacere di esserci senza passare da patetici 50 enni che fanno per forza i ragazzini per una notte. Basta esserci e stare bene, poi va be uno la vede come preferisce ma il mio solo vederli li nello stesso posto mi ha fatto stare bene, e non avevo alcun bisogno di dimostrare altro.

Periodo di revival questo anno. 

La cosa più bella e semplice è stata passare 5 giorni insieme a Babbo e Mamma nel loro habitat naturale dove vorrei vivessero tutto l’anno e dove sono veramente loro stessi. Adoro vederli felici e maggiormente felici di essere con me, anzi con noi perché non ero da solo e solo loro sanno come farti sentire in famiglia anche se non lo sei.

Lo dicevo ai tempi e lo ribadisco adesso Portopalo Is magic e tutto qui può accadere ed il tempo lo ha dimostrato.

Tornerò 

La mia collezione si amplia di una nuova, simpatica, inedita, rutilante figura di m….

Esco dalla camera dell’hotel dopo aver dormito poco, sono rientrato alle 6 30 ed alle 12 45 sono già  sull’ascensore che scendo per un pranzo che non so neanche se ho veramente voglia di mangiare. L’hotel è ben affollato ed i turisti sono ovunque proprio come quelli in fila davanti all ascensore che mi guardano strano ridendo mentre io fisso l’uscita dell’ascensore che non è la sola ma doppia. Sono rimasto li un paio di minuti a dormire aspettando che si aprisse la porta quando in realtà era già aperta quella laterale e me ne sono accorto solo dalle risate dei turisti.

Potrei fare anche l’attrazione turistica.

E sicuramente non finisce qui. 

Non ti girare

Pubblicato: 12 luglio 2017 in Senza categoria
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Non ti girare

Non ti girare 

Non ti girare
Non ti girare
Non ti girare
Non ti girare
Non ti girare
NON TI GIRARE 

Faccio fatica è vero, sicuramente non solo io, probabilmente è dettato dagli anni, dall’esperienza acquisita, dai bagagli che mi porto dietro, ma questo mondo non mi piace più. 

Una banale frase, normalissima che la senti dire al bar fra una partita a carte, un caffè ed una sbirciata alla Gazzetta. 

Ma è completamente inutile dar la colpa al mondo che è cambiato sotto molti aspetti, la colpa è solo mia, che non ho più fiducia nel prossimo e non credo più alle favole ed ai sogni. Forse è proprio quello il fulcro della questione. Quando credi, corri sogni pontifichi, magari sbatti, cadi ti rialzi e se hai le forze riparti. Ora ho sempre meno voglia di rischiare, e sto a calcolare troppi fattori, che con l’esperienza e gli errori compiuti vanno a malincuore messi in conto. E come inizio a contare, finisco per non fare niente, o almeno a non avere le soddisfazioni che cerco.

Dovrà pur esserci una via di mezzo tra la sicurezza ed il rischio? Se ci penso bene sono questi due poli che hanno contraddistinto la mia vita, vivere con persone che stanno chi troppo da un lato chi troppo dalla altro  e quindi anche non volendo ne subisci le conseguenze ed i relativi risultati. Si lo so è sempre colpa mia, ho imparato che qualsiasi cosa non ti vada a genio bisogna guardare prima in casa propria, perché devi avere sempre una possibilità remota “in case of” e pensare laterale mai centrale. Una buona e sana autocritica serve sempre ma senza sfociare nel perfezionismo, brutto vizio che ho. 

Poi sempre questa maledetta fretta e corsa contro il tempo, ti stronca le gambe. Ed anche qui o vai troppo forte e sei avanti e devi tirare il freno o se stai rilassato non basta.  Insomma c’è da risistemare un po’ le cose basilari e guardarsi un po’ accanto per capire da quale parte del letto bisogna girarsi. 

Quando ero piccolo dormivo su un lato con le gambe piegate e lasciavo lo spazio fra me ed il muro, pensando che quello spazio potesse contenere tutto il mio mondo, ed era in questo spazio che costruivo i miei sogni.

I vuoti si colmano spesso con il senso di appartenenza e non so se è un bene o è un male.

Il senso di appartenenza è quello stato mentale che ti fa sentire squadra quando hai bisogno di non sentirti solo, ed allora ti identifichi in un gruppo di amici, in un compagno, in un team di lavoro, in una squadra di calcio, ed in molte altre cose.

Se volessimo fare un esempio lo si può vedere come una partita di tennis; la preferisci giocare da solo o in doppio?

Se la giochi da solo hai tutte le responsabilità ed il peso intero degli errori ma anche tutti i meriti delle vittorie, te la puoi prendere solo con te stesso o sentirti imbattibile se vinci un match. Viceversa in doppio, dividi tutto a metà, errori e gioie perchè fai parte del team.

Il doppio mi è sempre piaciuto giocarlo, non tanto per dividere gioie e dolori, ma per il senso di appartenenza ad una squadra, credere e motivarci a vicenda per rafforzare le nostre energie e dare sempre il massimo possibile delle possibilità di ognuno.

Ma la vita somiglia sempre meno ad una partita di tennis e capita di avere il dovere di remare da solo con tutte le conseguenze positive e negative del caso, perchè non è affatto facile trovare un team che rispecchi le tue caratteristiche che sono parecchio esigenti.

Sempre guardando con un occhio davanti e l’altro alla partenza rischio di acquisire uno strabismo che potrebbe rendermi molto sexy.

goldfish jumping out of the water

Cena di classe

Pubblicato: 6 febbraio 2017 in Senza categoria
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Classe non in senso figa, anzi tutt’altro. E’ quella che capita dopo un tot di tempo che gli alunni hanno terminato gli studi.

Questa volta ho fatto di tutto per esserci, anche se è contro la mia natura rievocare i fasti del passato, ed ho fatto bene perchè meritava.

Ho ritrovato i miei ex compagni di Liceo, con piacere tutti, ed alcuni in modo particolare, come succedeva del resto in quella classe dello Scientifico.

La cosa che mi è saltata subito agli occhi è il percorso dopo 30 anni che ognuno ha intrapreso, è incredibile vedere come già a scuola ognuno manifestasse la volontà di diventare quello che adesso è, infatti i secchioni sono tutti nei lavori classici e seri e quelli non proprio inclini agli studi, come me, in impieghi alternativi o creativi.

Succede spesso che in quelle occasioni, sei lì a contarti i capelli e le rughe, ed a suscitare invidie e rimpianti, ma invece il clima è stato molto cordiale e tranquillo, almeno così mi è sembrato.

Tante cose che avevo rimosso sono tornate a galla, e mi sono reso conto di essere stato la “teppa” di classe, io che non ero così tremendo da ragazzino, eppure per quella classe io ero visto come un pazzo scatenato per i miei atteggiamenti anticonformistici già allora.

Ho capito che tanti vecchi amici mi vogliono ancora bene ed ho lasciato un segno forte nelle loro vite, e questo detto nel 2017, dove molte cose si sciolgono in così poco tempo mi ha fatto un enorme piacere.

Siamo da sempre addestrati a pensare in un unico modo, quello di ottenere il meglio, e sempre con la funzione di scalare, salire, arrampicarsi.

Invece lo sbaglio sta nel non fermarsi a pensare dove siamo e come realmente ci siamo arrivati lì, spesso ci si trova in luoghi e situazioni dove non sai neanche te come ci sei approdato e non ti spieghi neanche il perchè sei lì a domandartelo.

Da sempre siamo di fronte a decisioni nette, che anche se non vuoi prenderle, hai l’obbligo di farlo, perchè la vita te lo impone, è un pò come dover mettere un punto ad una frase altrimenti non si capisce il senso. In realtà non c’è assolutamente bisogno del punto, basta sapere chi la scrive e sobbarcarsi di leggere tra le righe.

Il punto distrugge, abbatte e cannibalizza tutto quello che c’è prima, apre una finestra nuova dove invece c’è un muro, e tu dovrai ricominciare ad arrampicarti su un’altra parete, di un’altra montagna, in un altro luogo, e sali, sali, sali senza più sapere cosa stai cercando di raggiungere, che sia l’immensità del cielo o la cima del rilievo.

 

Completamente

Pubblicato: 13 dicembre 2016 in Senza categoria
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Non serve condividere una “canzone “, perchè questa non puoi chiamarla una traccia, un mp3, perchè il testo corrisponda esattamente al tuo stato d’animo, non sempre è così.

Quando una di queste ti colpisce, non ti arriva solo al cuore, ti avvolge, ti ricopre e ti impacchetta in modo che tu non possa fare a meno di urlarla.

Questa è semplice e unica insieme ed in qualche modo fuori dal tempo, per me una vera e propria poesia musicale.

Non trovo sonno
non trovo pace
sento che il cuore
va più veloce
solo così sto tanto bene

Forza Babbo

Pubblicato: 23 novembre 2016 in Senza categoria
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La tua partita più importante, quella della vita.

Fai come la tua Juve e mettici tutta l’energia di Nedved, tutta la forza di Buffon, e tutta la carica di un tiro di Higuain. 

Forza Babbo 

Come ti ho detto stamani, siamo tutti in curva a fare il tifo per te.

Immagine  —  Pubblicato: 21 novembre 2016 in Senza categoria
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Uno che sbaglia

Pubblicato: 20 novembre 2016 in Senza categoria
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E penso a quanti giorni ho buttato, a quanti non ho vissuto a pieno, quante parole non ho detto, quante ne ho dette troppe per l’orgoglio, per il freno motore che ho interno che mi ha fatto avere reazioni non ponderate.  E quanti sfoghi sulle persone sbagliate che non se lo meritavano. Quanto bene non cominicato ed amore non manifestato per.  Quanta ragione e poco raziocinio,  quanta poca calma e troppi mal di pancia, quanta aria sprecata e cocci da raccogliere, quante ferite e quanti è colpa mia. Quante prese di posizione su piattaforme inesistenti. Quanta vita sprecata, quanta gioia frenata. 

Sono un uomo che sbaglia.

Quanto forte la senti la mancanza delle persone vicine? È una banalità ma la senti sempre di più col passare degli anni e dei km di distanza da casa. Quando ti ritrovi da tutta altra parte del mondo e percepisci che la tua presenza manca a casa, ti senti questo peso addosso e tutto si amplifica in maniera esagerata. È come se tu vivessi in una bolla, sai praticamente tutto, vedi da lontano, ma non puoi intervenire.

È questo per me, un periodo molto importante, di scelte fatte, di ponti verso la semplicità, di rinunce importanti e forse di sicurezza estrema nei propri mezzi, di investimenti e di fiducia . Spesso si va alla ricerca della felicità, del benessere a tutti i costi, in un inutile guerra conteo se stessi ed in eterno confronto con gli altri, sento sempre dire “mai una gioia”, ma la gioia devi cercarla dentro te stesso, non devi aspettare che piova dal cielo, perché spesso non ci accorgiamo di ciò che ci circonda, o di quello che la vita ci dona ogni giorno. Il guaio è che non la sai cogliere e dai per scontato, quello che non dovrebbe essere dato. La ricerca va fatta dentro di noi non sui social, o guardando cosa fanno gli altri. io non ho mai dato peso agli altri, ma a quello che voglio io, con tutti i pro ed i contro e tutte le responsabilità che comportano. Frequentando persone di ogni parte del mondo, mi rendo conto che questo tipo di piagnucolio e pessimismo cosmico è prevelentemente italiano, e non vi rendete. neanche conto di quanto ci prendono per il culo.

Come in tutte le cose è  sempre la vecchia storia : c’è chi fa e chi sta a guardare e chi si lamenta perché non fa.

Ci si avvicina al gran giorno, e già cominciamo a far festa.

Addirittura quest’anno ho annullato serate,  per me, perchè questo è un giorno che va trascorso in un certo modo e staremo a vedere cosa succederà di quì al 29.

L’obiettivo è SEMPRE guardare avanti e togliere qualsiasi specchietto retrovisore.  In macchina ne ho 4, due esterni e 2 interni, ma lì servono perchè essendo sempre in strada devo cautelarmi, ma per il resto vorrei, voglio, devo e mi piglio a schiaffi di continuo affinchè sia così, guardare avanti, perchè il resto non esiste, non esiste più, è come guardare film cult o storici. Belli, fantastici, irripetibili, ti spacchi dalle risate, ma poi bisogna guardare la realtà ed anche oltre quella per ritagliarsi la tua di verità e se non capisci per tutto il resto ci sono i social a farti capire tutto, anche se non lo vuoi.

Bimbo Claude è arrivato il momento di correre, con la testa ma correre, correre senza respirare a bocca aperta e buttare dentro tutto quello che c’è, anche le malattie, chi se ne frega, correre anche se non con le gambe, ma sentire il vento addosso che ti spolvera velocemente e ti rimescola le idee, correre per te, correre per chi ti ama, correre per chi ti dice la verità, e correre via anche da tutti gli altri, ma corri, ti prego, corri, e quando non ce la fai più, corri ancora un pò, poi stramazza al suolo e ridi senza fiato, e rigurgita.

 

Tutto un affanno per arrivare al.gran momento per poi ottenere un “dopo” comune.

Tipo a Ferragosto, tutto l’anno a pensare a cosa fare, ore passate ad aspettare, organizzare il tutto per la grande apoteosi del 14/15 e poi si consuma tutro cosi rapidamente e ti resta “il dopo”.

C’è quella sensazione ovattata di vuoto, di battito lento e andatura ridotta che non ti spieghi il perché accada. Basta giusto un calendario a dettare le energie interne e far si che il tuo corpo si adegui?

Ma potrebbe essere lo stesso per Natale e Capodanno, anzi qui ancora di più attesa ed ancora più importante l’organizzazione e l’ adrenalina delle persone. Poi dal 1 Gennaio entra in campo “il dopo”, la botta secca, lo spegnimento, il.basso regime.
È un po’ come nel rapporto sessuale intenso, quello vero, quello che ti dilania il corpo e ti fotte completamente la testa, in quel momento dai tutto e faresti tutto, regola prima, non parlare mai troppo prima dell’orgasmo potrebbe essere fatale per il prosieguo della tua vita.

Di Natale capodanno e ferragosto non soffro il dopo.



Ci sono interruttori che benchè tu pensi di essere in grado di regolare a tuo piacimento, in realtà non funzionano così e ti si accendono/spengono senza il tuo volere.

Esistono interruttori corporali che innescano meccanismi e reazioni a catena, a volte andando verso il meno oppure verso il più.

E’ un effetto domino spaventoso, può modificare totalmente il tuo essere, il tuo comportamento, e la tua immagine esterna, cosa importantissima per chi fa un lavoro come il mio.

Fondamentale avere certi interruttori accesi, o quantomeno in standby pronti per fare luce su di me

interruttore

 

 

 

Háblame Luna, te quiero escuchar tú cuéntame lo que será…

Me la avevi promessa, come si fa coi bambini capricciosi,  e finalmente l’ho vista lì sullo scaffale, a destra, vicino al piccolo letto, pronta ad indicarmi la via.

Era bellissima e Dio solo sa quanto desiderassi averla, bastava spegnere le luci e nella notte con il silenzio mi illuminava la mente e mi faceva sentire forte e protetto come quella notte che l’ho vista ed ho capito che eri mia.

Hablame luna….E da quel giorno non mi ha più parlato..

Non c’è cosa più brutta di una promessa non mantenuta

El viento que desde muy lejos llevó aquí su voz y me envuelve así es la niña que suele en la noches preguntar aquí, tú sabes lo que ella dirá, lo que ella dirá

Non riesco più a suonare questo pezzo

 

moon

 

 

Le parole che non hai mai detto sono quelle che ti risuonano per sempre nella testa.

Le sentirai a vita nella mente sbattere da una parte all altra impazzite come palline di flipper.

Pensi sempre che ci sia un momento adatto per tutto, o che non sia mai il momento giusto e finisci per aspettare l’onda perfetta , seduto li’, studiando il mare e le sue movenze.

Le parole che non hai mai detto sono le tue inquietudini, gli argomenti piu’difficili da affrontare, le responsabilita’che non hai mai voluto sobbarcarti.

Le parole che non dici, sono la tua ombra non riflessa.

 

 

 

Tutti a cercarlo in ogni dove col telefono puntato, litigano per averlo nel Pokedex.

Si sto parlando di lui  Snorlax il #143 il Pokemon sonno della prima edizione, che a dire il vero non era neanche uno tra i più gettonati, quali Pikachu o Squirtle.

Ora con l’applicazione Pokemon Go che sta letteralmente facendo impazzire mezzo mondo sono tornati in auge e tutti li conoscono, ma guarda un pò cosa avevo tatuato sul braccio (coi trasferibili) nel 1999 ?

Ma quanto ero avanti!!!!

Ed era solo uno dei miei preferiti, gli altri me li tengo per me, ma questa è tutta un’altra storia…

fclaudegalaxiamicrof

 

Quando rifletti a fondo pensi: ma e’ solamente calcio.

E’ vero ma alla fine ti commuovi sempre. Per il tifoso Pisano non e’mai solo calcio ma una malattia, come dice Aldo Orsini siamo “Malati der Pisa”.

E me ne vergogno un po’perche’ cerchi di tenerlo dentro piu’che puoi, ma ti esce da ogni poro, cerchi di liberartene quando le cose vanno male e poi ci ripiombi dentro peggio di prima. Ore ed ore, pomeriggi interi, a sbirciare queste partite con tutti i mezzi possibili, ed in ogni dove, rischiando anche un po’, perfino in streaming dall’altra parte del mondo.

Chi sceglie questi colori sa gia’ che si comprera’ il pacchetto sofferenza completo per poi gioire ogni tanto e subito ripiombare nel caos di ogni tipo.

Ieri e’ stato uno di quei rari giorni di godimento, la giornata perfetta, ed il Pisa e’tornato in Serie B dopo una cavalcata faticosa, estenuante piena come sempre di ostacoli e sofferenze.  Ed e’stata una giornata bellissima, vissuta col cuore in gola a 1000 all ora, passata insieme ad altri 5mila malati che come me si sono radunati davanti ad un maxischermo in curva Nord. Ed ho visto piangere, gioire, disperarsi, urlare, emozionarsi tutti quanti , vecchi, bambini, padri madri e figli.

Non ce l’ avrei fatta a sostenere il peso di questa partita da solo.

E’ solo calcio alla fine, ma non per i Pisani. Gioia immensa per poche ore e subito di nuovo tutto in discussione, perche’senza sofferenza non ci puo’essere goduria cosi’forte.

pisa

 

 

Euro 2016: serata di presentazione degli Europei 2016, dagli Champs Elysee di Parigi, in uno scenario da mozzafiato David Guetta suona/mette musica (sennò i musicisti si incazzano), di fronte a circa 100.000 persone in delirio in diretta in tutto il mondo.

Sono di parte, lo so, ma mi chiedo cosa sarebbe successo allo stesso evento in Italia.

Una costante c’è, lo scenario sarebbe stato altrettanto mozzafiato, anzi sicuramente di più, perchè vuoi mettere?

Ma è lo stage che preoccupa.

Di sicuro avrebbe presentato lo show su Rai 1 ( e pagato da noi, con il suo canone truffaldino) il solito “simpatico come il trapano del dentista” fiorentino/africano Carlo Conti coadiuvato da due o tre gaudenti signorine di seconda categoria con organi donati anche all’usciere, ed un comico che non lo si può più vedere e deve far partire la risata lui sennò non ride nessuno.

Smoking e tacchi brillantinati sarebbe stato il dress code, contro la camicia a quadretti ed il giubbotto di jeans di David, pubblicità a raffica sopra sotto lo schermo, che viaggiano da dx a sx, interruzioni del tipo: restate lì non cambiate canale.

Ospiti:  per raccattare la bassa,  Gigi d’Alessio in back 2 back con la Tatangelo, un cantautore di sinistra per attirare i nostalgici, Emma Marrone, Amoroso, Mengoni e per frutta, Fragola per tirar su le giovani, ospiti a sorpresa i Pooh che loro escon sempre volentieri dalla naftalina ed hanno sempre un qualche anniversario da celebrare.

Collegamenti esterni con Vespa che annuncia che dopo in studio avrà la nazionale cantanti e con il ritiro della nazionale di calcio, poi a metà, Tg1 della sera, Tg1 della notte, meteo, meteo zanzare e meteo polline, televendite da vasca a doccia, pubblicità di fiction.

Guests non musicali ma ai quali Conti farà cantare una canzone patriottica, facendo finta che sia tutto improvvisato: Marcello Lippi, Paolo Rossi, Giancarlo Antognoni, Pieraccioni, Panariello.

Dimenticavo, l’inno degli Europei 2016 è prodotto da David Guetta featuring (FIUTURING come pronuncia il 102% degli Italiani)Zara Larsson,  il nostro lo avrebbero fatto i Negramaro se ci andava di culo.

Frame con immagini dei mondiali vinti del 1982/2006 e tributo ai morti.

Ma dove cazzo vogliamo andà!

Oltre

Pubblicato: 6 giugno 2016 in Senza categoria
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Non esiste altra parole che renda così bene l’idea.

Oltre, significa al di là, indica il superamento di qualcosa.

Al di là di limiti accettabili, non andare oltre.

Ho scoperto da un pò questo gruppo, ed i talenti esistono eccome.

Questo pezzo è stupendo, come musica e come testo, scommeterei parecchio su di loro.

 

 

Togliere tutte le connessioni è assolutamente impossibile, non hai neanche la minima idea di quante possano essere e riconducibili allo stesso punto.

E’ un pò la stessa sensazione che hai davanti ad una matassa totalmente ingarbugliata che non sai da dove cominciare e sai già che non riuscirai a sciogliere tutto senza tagliare netto.

 

Ci vuole la fiamma ossidrica, non c’è altra soluzione.

Siamo barche in mezzo al mare

BARCASINO

Chissà se lo capiscono dagli sguardi che gl fai che li stai meleggiando.

Ci sono alcune persone che per supremazia acquisita solo dal loro cervello malato di protagonismo, pensano che tutto sia loro permesso e quando hanno davanti uno educato che non sgomita significa che è un debole e di facile sottomissione.

Non c è  cosa peggiore che sottovalutare uno preparato nel proprio mestiere e volerlo far passare da pischello.

Bastano poche parole, ben scandite e dette lentamente, o semplicemente uno sguardo.

Non è vero che ho il cuore di pietra, chi me lo dice è perché non mi ha mai conosciuto fino in fondo.

Oggi ho trovato in un mare incontaminato un cuore di corallo.

Che sia finalmente il cuore che cerco?

image

Video  —  Pubblicato: 24 aprile 2016 in Senza categoria
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Essere più versatile e incline ai cambiamenti.
Spesso è  richiesta come voce dei curriculum vitae. Certo non è  per questa ragione che dovrei migliorare per fortuna, ma per me, per la mia persona. Le oscillazioni delle date di partenze, arrivi, spostamenti, serate impegni, esami, appuntneti e quant’altro mi pesano troppo. Poi ci sono elementi che sembrano bug del sistema messi lì  a posta a farti dare i numeri.
Si dice vivere alla giornata, ma e una cosa che.non mi è mai riuscita. Tendo sempre un pochino a guardare in là ed a pianificare. Spesso è un pregio ma non quando sei lì a decidere su più fronti e senti la pressione da più lati. Si,  ci vorrebbe un po di calma almeno su un fronte per avere le energie e forze per affrontare il resto.
Ma non è così quindi avanti Claude testa alta petto in fuori adrenalina dove serve e calma interiore.

Che sia effimera o reale, la felicità è un raggio forte di sole che squarcia il cielo, ti avvolge e ti fa sentire il calore intenso regalandoti energia forza e sicurezza.

La felicità è un sogno, lo puoi vivere ad occhi aperti oppure devi andare a dormire per viverla e sognarla.

La felicità è uno stato ed i suoi cittadini spesso non ne hanno i diritti, anche se vi sono nati, perché come ogni cosa bella è influenzabile dal denaro e dalla corruzione.

You put a spell on me

Stimoli

Pubblicato: 12 aprile 2016 in Senza categoria

Quanto e’importante averli, tutto viene regolato da quelli.

Se li perdi, smarrisci la bussola e vaghi come un’anima persa.

E’ fondamentale avere sempre impulsi nuovi e motivazioni forti, e non parlo solo di lavoro, parlo in generale, senza quelli non ci si muove, ci si spegne.

Mettere in circolo sempre cose nuove, o liberare la fantasia, in quelle gia’presenti.

Quando alzi gli occhi e vedi un cielo traboccante di stelle che fa da cornice a vegetazione tropicale, al lento rumore dell’Oceano e al barlume blu della piscina di rocce vulcaniche, capisco che tutto questo esiste ed e’molto piu’ bello se nessuno e’ presente stasera. Sono da solo non sto sognando e mi godo questo show che solo la natura puo’fare.

 

Altro capitolo, si riparte. Ancora più leggeri e con due giorni di voli da affrontare tra attese, coincidenze, pulmann, aeroporti, lounge.

Più pesanti di bagaglio, visto che stavolta riesco a portare quello in stiva senza perdere la coincidenza e così esporto crocchette Carrefour alla piccola Salami, un po’ di effetti personali, un pochetto di cibo che non si sa mai e come sempre vestiti quasi zero.
La solita malinconia di lasciare Mucca a casa, anche se succede sempre più spesso, non ci faccio mai l’abitudine. Per noi sensibili è un grande peso al cuore questa situazione.
Più leggero di testa perché vado nella giusta direzione, me lo sento e sono sempre più deciso a fare la strada che ho in mente.

Sono contento

Bisogna allargare le braccia e prendere tutta l’aria che c’è se si vuole volare.

Ed io ho già iniziato ad aprirle.
Chi mi ama, davvero, se ne sarà già reso conto.

Una vita a credere che possano esistere le eccezioni pensando che la stranezza e l’originalita paghi e ti possa dare la forza di sopportare tante mancanze, ma lo fai perché sai che c’è un ancora nel mondo e qualsiasi cosa possa succedere può  valere per entrambi attaccarsi nei momenti bui. E poi?… Facebook. Siete tutti uguali.!!! Tutti anche te sì.

Adesso mi manca solo sapere che Mucca quando sono all’estero a lavorare, insegna alla Normale di Pisa.
Che lunga/breve storia triste

Un vicino, di fronte, diciamo dall’altra parte della piazza, fuma costantemente seduto su una squallida sedia su un balconcino, costretto dal probabile divieto di non fumare in casa, cosa che spesso si fa se si convive con una persona che non fuma.

La scena si ripete circa ogni 2 ore, tipico dei fumatori col vizio incallito.

Mentre fumi fantastichi, perchè  inalando quelle robe tiri su tutta la tua pseudo energia ed espelli tutta la merda che non vorresti annusare e neanche aver prodotto, infatti cerchi di disperderla ovunque, il più lontano possibile.

Mi rivedo nel “bel centro di Torino”, bello per chi piace, su un terrazzo a guardare gli altri ed a fantasticare sul futuro, come lo vedevo allora, diverso nei contenuti ma uguale sulle convinzioni, di sicuro fuori da quel balcone, fuori da quella città.

Chissà se anche lui sogna di uscire da quel balcone e vivere altrove, o semplicemente si fa inesorabilmente i cazzi miei mentre fuma.

 

Sacchini

Pubblicato: 24 marzo 2016 in Senza categoria

Come si dice qua in Toscana.
Ovvero sacchi della spazzatura, è arrivato ancora una volta il momento di riempire sacchini e buttare via.
Che poi quelli grossi son pure trasparenti ed azzurrognoli e ti fanno veder tutto quel che getti.
Quando scatta l’impulso, devi farlo e fai già fatica a respirare per via del nodo alla gola che ti strozza. Ma devi buttar dentro e non vorresti più neanche sapere che lo hai buttato. Poi ti dimenticherai di quel che hai fatto, col tempo e sembrerà tutto un sogno come tanti, ricorrente che fa capolino nella tua mente a farti capire che tutto cambia e tutto ha un inizio ed una fine.
Quanti sacchini dovrò ancora riempire.

Dannate nuvole

Pubblicato: 17 marzo 2016 in Senza categoria
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Nient’altro da aggiungere….

Quando cammino su queste dannate nuvole
Vedo le cose che sfuggono dalla mia mente
Niente dura niente, niente dura e questo lo sai
Però non ti ci abitui mai
Quando cammino in questa valle di lacrime
Vedo che tutto si deve abbandonare
Niente dura niente, dura e questo lo sai
Però non ti ci abitui mai
Chissà perché
Chissà perché
Chissà perché
Quando mi sento di dire la verità
Sono confuso non son sicuro
Quando mi viene in mente
Che non esiste niente
Solo del fumo, niente di vero
Niente è vero niente è vero, niente
Forse lo sai, però tu continuerai
Chissà perché
Chissà perché
Chissà perché
Chissà perché
Quando mi viene in mente che non esiste niente
Solo del fumo, niente di vero
Niente dura niente, dura e questo lo sai
Però tu non ti arrenderai
Chissà perché
Chissà perché
Chissà perché
Chissà perché
Chissà perché
Quando mi viene in mente che non esiste niente..

Devo, e mi dispiace farlo ogni volta che capita.

Dover dare dei dispiaceri ai miei genitori è una delle cose che mi ammazza di più, ma purtroppo alcune notizie non puoi tenergliele nascoste a lungo per evitare di farli stare male.

Quindi lo scenario si ripete, Mamma alla mia sinistra e Babbo davanti al tavolo, lei che parte già con gli occhi lucidi, lui che ti ricorda che lo aveva predetto e butta giù la testa fra le braccia.

Mi capiscono, mi assecondano, lo fanno da sempre, ed avrebbero una parola buona per me anche se avessi ucciso qualcuno. A tutto c’è rimedio, tranne che alla morte, dice Babbo, ed ha ragione da sempre.

Sono fortunato, veramente fortunato ad avere due persone splendide che mi vogliono così bene, senza se e senza ma, due genitori di una volta, come ce ne sono stati tanti e come ce ne saranno molto meno andando avanti.

Non sono laureati, non hanno titoli particolari, non sono scaltri, ma nella loro semplicità e genuinità ci sta tutto quello che serve, spontanei e veri. La vita li ha segnati proprio per questi pregi, ed è per questo che, se posso, cerco di gravare il meno possibile su di loro con qualsiasi episodio del quale abbia bisogno di uno sfogo, a differenza di mia sorella.

Sì ieri mi è costato molto, ma mi ha fatto bene.

 

 

Capita che arrivi alle 11 la sera e hai finito tutte le tue attività e vuoi fare qualcosa che ti lasci andare il cervello nella direzione più deficiente, ed allora ti spalmi sul divano accendi la tv e cerchi qualcosa che ti spenga i pochi neuroni rimasti attivi.

Non tarda ad arrivare, c’è l’isola dei famosi.

Ora questo non è il solito articolo di chi denigra un programma e poi lo guarda e lo commenta come succede spesso con Sanremo. Nessuno lo guarda e poi dai dati auditel 3/4 di Italia è incollata lì. Il programma fa anche ridere ed è costruito proprio per lo scopo che cercavo, il niente.

Piuttosto ciò che ho notato è che la trasmissione è piena di mostri in studio, pure loro incollati ma in modo diverso, tutti botulinati con facce mostruosamente deformate, irriconoscibili.

Ognuno è la caricatura di se stesso. E’ incredibile sembra di vedere un vecchio programma  con gli stessi partecipanti, ma di cartapesta.

Ma chiamiamolo reparto di chirurgia plastica.

Capisco il non voler invecchiare, perchè vedere decadere il proprio corpo è deprimente, ma penso che deformarlo sia veramente devastante.

Come puoi guardarti allo specchio e vederti affascinante in quello stato. In più pensa che per andare in tv saranno pure truccati, quindi facendo due conti, se in diretta con tutte le luci, il trucco ed i vestiti di scena sono spaventosi, non oso immaginare cosa possano essere la mattina quando alzano la testa dal cuscino, se la alzano e non l’hanno smontata appoggiandola sul comodino per la notte.

 

Faded

Pubblicato: 4 marzo 2016 in Senza categoria
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Quando in Autunno ho sentito per la prima volta questo pezzo sono subito saltato dalla sedia. Non succede molto spesso ultimamente, ma questo mi ha stupito perché nella sua semplicità, racchiude una profondità enorme. È incredibilmente truzzo e cool allo stesso momento, non si capisce come, e nonostante stia realizzando la mia versione rmx, chiaramente rovinandola e che l’abbia sentita mille volte, ancora mi emoziona tantissimo. Poi vai oltre  e scopri che ha pure un testo che proprio ti aspettavi:

You were the shadow to my light
Did you feel us
Another Start
You fade away
Afraid our aim is out of sight
Wanna see us
Alive

Where are you now
Where are you now
Where are you now
Was it all in my fantasy
Where are you now
Were you only imaginary

Where are you now – Atlantis
Under the sea
Under the sea
Where are you now
Another dream
The monsters running wild inside of me
I’m faded
I’m faded
So lost, I’m faded
I’m faded
So lost, I’m faded

These shallow waters, never met
What i needed
I’m letting go – A deeper dive
Eternal silence of the sea
I’m breathing
Alive

Where are you now
Where are you now
Under the bright
but faded lights
You set my heart on fire
Where are you now
Where are you now

Where are you now
Under the sea
Under the sea
Where are you now
Another dream
The monster running wild inside of me
I’m faded
I’m faded
So lost, I’m faded
I’m faded
So lost, I’m faded

Alan Walker

That’s February 2016…

I took a pill in Ibiza

To show Avicii I was cool

And when I finally got sober, felt 10 years older

But f**k it, it was something to do

I’m living out in LA

I drive a sports car just to prove

I’m a real big baller cause I made a million dollars

And I spend it on girls and shoes

 

But you don’t wanna be high like me

Never really knowing why like me

You don’t ever wanna step off that roller coaster and be all alone

You don’t wanna ride the bus like this

Never knowing who to trust like this

You don’t wanna be stuck up on that stage singing

Stuck up on that stage singing

All I know are sad songs, sad songs

Darling, all I know are sad songs, sad songs

 

I’m just a singer who already blew his shot

I get along with old timers

Cause my name’s a reminder of a pop song people forgot

And I can’t keep a girl, no

Cause as soon as the sun comes up

I cut em all loose and work’s my excuse

But the truth is I can’t open up

 

But you don’t wanna be high like me

Never really knowing why like me

You don’t ever wanna step off that roller coaster and be all alone

You don’t wanna ride the bus like this

Never knowing who to trust like this

You don’t wanna be stuck up on that stage singing

Stuck up on that stage singing

All I know are sad songs, sad songs

Darling, all I know are sad songs, sad songs

 

I took a plane to my home town

I brought my pride and my guitar

All my friends are all gone but there’s manicured lawns

And the people still think I’m a star

I walked around downtown

I met some fans in life I earned

They said tell us how to make it cause we’re getting real impatient

So I looked em in the eye and said

 

But you don’t wanna be high like me

Never really knowing why like me

You don’t ever wanna step off that roller coaster and be all alone

You don’t wanna ride the bus like this

Never knowing who to trust like this

You don’t wanna be stuck up on that stage singing

Stuck up on that stage singing

All I know are sad songs, sad songs

Darling, all I know are sad songs, sad songs

 

Mike Posner

 

Ma quanto dura

Pubblicato: 27 febbraio 2016 in Senza categoria
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Ha chiaramente barato.

Mi sembrano passati 40 giorni di Febbraio ed invece non e’neanche finito il mese.

Non so se questa volta  e’la trasferta all estero che mi sta pesando di piu’,  oppure un caso.

Probabilmente sara’ ancora una settimana intensa o forse piu, fra viaggi, serate, musica,  sigarette non mie e politica subita.

Ed alla fine pur essendo in giro per i continenti,  la cosa che mi preoccupa di piu’ e’a casa.

 

Sottili equilibri

Pubblicato: 23 febbraio 2016 in Senza categoria
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Sono talmente sottili gli equilibri, che basta un niente per cambiare tutto.

Si dice che non puoi fare sempre quello che ti pare, spesso devi scendere a compromessi. E questa cosa faccio una gran fatica a sopportare, mi destabilizza.

Inoltre vivendo da solo ti abitui ai tuoi propri ritmi e per gli estranei hai una sorta di limite, dopo il quale scoppia il malessere.

Se questo lo vai a sommare a tutto il resto degli impicci, spesso raggiungi la saturazione.

Dio mio, quanto avrei bisogno di fare dello sport, e non posso, cazzo non posso, non posso farlo.

Porta pazienza Claude, ancora pazienza, sempre pazienza.

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Life is now, diceva una pubblicita’di qualche tempo fa.

Non si impara mai abbastanza,  sai, ci si illude di controllare molte cose, ed invece non si controlla proprio niente.

Cio’ che non dovrebbe stupirmi, mi stupisce, cio’che non ti aspetti esce fuori.

Non sai piu’da quale parte girarti per vedere la verita’.

Sembra di essere nella casa degli specchi e non capisci se quello che vedi e’ la vera persona o la riflessione, o quello che hai sempre pensato te, o quello che vuol far vedere agli altri.

La vita e’ora………

Eh gia’, che miseria non averlo capito prima.

 

Follow me!

Pubblicato: 16 febbraio 2016 in Senza categoria
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Alle 5 della mattina suona la sveglia, la prima, e Mucca mi guarda come dire “stai andando a pisciare e poi torni vero ?”, ed invece si parte, così presto, per un altro lungo viaggio.
Fa buio pesto e fra preparare le ultime cose ed un caffè con capsula già bisogna mettersi in macchina verso l’aeroporto, con bagaglio e sacchino monnezza da depositare nei cassonetti ormai sempre più radi. Piove che Dio la manda e la manda forte, per strada pochi fari in lontananza e sguardi spenti al volante.
Questa partenza non è come le altre, questo giro non sarà lo stesso, questo è un altro esame importante, e me lo sento addosso. Ma lo affronto con determinazione e curiosità mia interiore. Continua a piovere anche in volo, ed il vedere il sole sopra le nuvole mi ricorda che basta alzare gli occhi dal punto solito, sollevarsi, e la luce c’è.
Voglio scaldarmi di luce, di sole e di fiducia ed amore verso chi mi sta veramente vicino, adesso.
I grossi cambiamenti sono sempre una grossa opportunità, e non solo per me.

Follow me, now i am here

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Avantiii

Pubblicato: 10 febbraio 2016 in Senza categoria

Avanti tutti,  fantasmi, illusioni, apparenze.

Ora è tutto più chiaro e si vedono cose  che non si trovavano più all’interno dell’hard disk.

A volte mi domando come sia possibile, che in condizioni normali, non escono fuori e poi all’improvviso ti si apre tutto e vedi particolari e situazioni che neanche immaginavi tue.

Venite fuori, tutti, ora, vi aspetto uno a uno.

Quanti siete 1000, 100.000, 1 milione !

Vi affronterò tutti, uno alla volta o tutti insieme, con la forza del tempo, che tutto dona e tutto strappa.

 

 

 

 

Cambiare

Pubblicato: 8 febbraio 2016 in Senza categoria
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Non siamo noi a cambiare col tempo,  è il mondo che ci cambia tutto intorno e non ci accorgiamo nemmeno quanto siamo costretti ad adattarci.

Nella mente di ogni essere umano cresciuto con la sindrome di Peter Pan c’e’sempre il tentativo di nascondere i malumori, le tristezze, le disillusioni, forse per non soffrire, forse per amor di se’, o forse solo perche’ chi vuol rimanere un perenne fanciullo fa fatica ad affrontare il male.

Arriva un giorno in cui bisogna capire cosa fare “Da Grandi” e quel giorno arriva, prima o dopo, e’ inevitabile e va affrontato a testa alta.

Spesso arriva nel periodo peggiore di un individuo, e come in un classico accade nel periodo fisico/psichico piu’ fragile.

La vita ti presenta il conto, e cosa ancor piu’ strana e’ quando il conto sei proprio tu a chiederlo.

E’una strada isolata, sterrata, piena di ostacoli, bellissima, irripetibile, che pero’ arriva ad un bivio e non puoi stare fermo li’ per l’eternita’, perche’ potrebbe non passare piu’ nessuno su quel cammino, allora devi buttarti in una direzione.

Ed e’ la cosa piu’ difficile, la piu’ tormentata da prendere, e se il tuo navigatore di fiducia ti dice di andare da una parte, ma il buonsenso dalla parte opposta, devi a malincuore combattere contro te stesso.

La strada e’stata presa e non si torna indietro.

Adesso sono solo cazzi miei !

 

Solo orgasmi interrotti e bloccati

Piaceri dimezzati intravisti e frazionati

Non azzardarti a godere, non ci riuscirai o ne pagherai le conseguenze

Diavoleria di un sortilegio

 

 

Spiegare è diventata la mia mansione, ma anche consigliare ed insegnare.

Io non so se sono sbagliato io oppure c’è qualcosa che non torna.

Serve impegno, dedizione, forza di volontà, e pazienza, tanta, accidenti quanta.

I risultati non li vedi mai subito, forse non li vedrai neanche, perchè non basta alle volte l’impegno e ci vuole altro, che sia talento, genialità, o semplicemente culo e spinte nel culo.

Io l’ho capito, mio malgrado, sbattendoci la testa tante volte, come fai quando nessuno te l’ha insegnato, o magari te lo ha detto ma vuoi fare di testa tua. E così sono condannato a spiegarlo, il perchè non si capisce a chi non l’ha ancora capito, prendendo spesso pesci in faccia e passando da cattivo, perchè la verità non va mai detta in faccia, bisogna far finta che va tutto bene.

“Guarda stai sbattendo la testa nel muro, ma non preoccuparti dopo c’è sempre l’ospedale”

Ma a chi spiega, chi mai andrà a spiegargli cosa non capisce da tempo?

31 Dicembre 1985 esattamente 30 anni facevo il mio ingresso nel primo locale come Dj. Stanotte ho così festeggiato 30 anni di console !

Una vita passata in console.

Non sono uno che fa proclami e che si autocelebra sui social alla ricerca di finti consensi,  tanto è che non lo sapeva nessuno anche perché quelli/quelle che c’ erano all epoca adesso o non ci sono più o sono lontani da me. Quindi da solo, come sempre, mi faccio gli auguri ed i complimenti per questo traguardo che non avrei mai pensato di raggiungere, ma  che mi rende orgoglioso e contentissimo.

Dalla chiamata dell’ ultim’ora in quel Dicembre feci il mio ingresso nel locale con la mia cesta dei giornali rubata ad un edicola con dentro i gloriosi dischi (ora si chiamano vinili perché fa cool) si perché si metteva i dischi e non si suonava. Io con tutta la voglia di dimostrare quello che sapevo fare, con le mani tremanti solo nel prendere  in mano il braccio del giradischi, lui quello tanto sognato il Technics 1200, che sarei riuscito a comprare solo 5 anni dopo con tanti sacrifici. Un ragazzino deciso ed emozionato al punto giusto. Non ho mai pensato un solo secondo che quella serata potesse darmi qualche possibilità, di lavoro, carriera, soldi, prestigio,  per me essere in una console di un locale come era Il Caminetto di Tirrenia era una cosa quasi incredibile ed avevo già vinto tutto, potevo anche morire alla fine della serata. Questo per ricordare come sono partito, con quanta umiltà, con quanto amore per la musica, quanta energia avevo da dare.

Ieri quando ho iniziato la mia serata insieme a Claude avevo dentro Claudio Dj on stage, come recitava il cartello appeso dietro di me nella prima postazione di lavoro. Ho fatto una serata bellissima, stupenda, sentivo l’ energia di tutta la città, ma in realtà volevo dimostrare a me stesso tutto quello che serve ed ho avuto la risposta che cercavo. Non smetterò mai di amare questa mia passione, nonostante siano cambiate un miliardo di cose all interno ed all esterno di essa.

Non c è un giorno che passi senza ascoltarti.
Musica

la verità è che la musica mi ha salvato 
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato 
e me ne stavo seduto sul mio prato ad ascoltare il mangiadischi cantare 
la verità è che la musica mi ha salvato 
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato 
e ascoltavo mia madre parlare, mio fratello giocare e l’universo a girare 

Si e’compiuto anche quest’ anno il consueto rituale di Natale, e per fortuna, visto che passano gli anni e le riunioni familiari diventano sempre piu’ preziose.

Si negli anni passati non le ho mai sopportate, ed anche ora a dire il vero non mi vanno molto a genio, ma proprio in virtu’ del fatto che sono rare cerco di gustarmele finche’ posso.

Prima cercavo sempre di scappare il prima possibile, un po’ con la scusante del lavoro che chiamava o della sua preparazione, o magari solo perche’ volevo andare altrove, adesso meno.

Mi rendo conto che i miei genitori ci tengono tanto ed e’giusto che io faccia uno sforzo contro il mio essere “orco” (come mi han definito tempo fa) ed ostile a queste manifestazioni. Quindi da qualche anno faccio tappa anche il giorno 26 dagli zii, certo non a pranzo, ma nel pomeriggio.

Sistematicamente succedono sempre le stesse cose, Zio che prende in giro la sorella (Zia) e tiene banco con le parolacce e la voce alta, grazie alla spiccata simpatia da menestrello, bambini piccoli che recitano la poesia, dolori ed acciacchi che incalzano sempre di piu e medicine in bella vista sul tavolo, confronti degli anziani sulle somiglianze fra nonni, figli e nipoti,  menu pressoche’ identico a quando ero bambino, bevande comprese, location che cambiano e commenti identici degli invitati, discussioni di politica semiserie e racconti del passato invocando chi, ahime’, non e’piu’presente al tavolo, balli il 26 con zio che si traveste e dopo la tombola, il suo pezzo forte dove ogni numero viene abbinato a qualcosa di simpatico.

Tutto uguale a tanti altri ed a tante altre famiglie, solo che nella mia non vedo l’invidia e la falsita’ che spesso si vede in giro fra parenti, si certo qualche screzio ogni tanto viene fuori ma sono gia’stati livellati col tempo e non fanno male piu’di tanto, ma se lo dicono e finisce li’.

E’una famiglia normale, ma speciale la mia, e sono contento che sia cosi’.

Sono rimasto l’unico che e’da solo e senza figli, ed hanno smesso da tempo di farmelo notare, non perche’ me la prendessi a male, ma forse mi hanno accettato cosi.

E se facessi loro una sorpresa il prossimo Natale ?

Un anno ancora

 

Are u sure ?

Pubblicato: 24 dicembre 2015 in Senza categoria
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Sicurezza…Fiducia…Convincimento…Tranquillita’…Affidabilita’…Assicurazione…Attendibilita’…Garanzia…Protezione…Salvaguardia

 

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Ah si, vero vero, me lo hai gia’detto…

Ehehehe si si, me l’hai gia’detto…

Eh gia’, ti ricordi, me l’hai gia’detto

Ah ok ok, e gli finisci la frase insieme a lui…

Uhhhh!! giusto giusto, me l’hai gia’detto…

Lo capisci che mi hai mantecato i coglioni !!!  Se ti dico che me lo hai gia’detto, significa che dalle 3 alle 35 volte questa cosa me l’hai gia’raccontata e siccome non godi neanche del dono della sintesi, non posso farti dilungare oltre. Quando ti finisco la frase mentre la stai dicendo significa che la so a stracazzo di memoria da quante volte me l’hai ficcata in testa a forza.

A proposito te l’ho gia’detto ?

Mi hai in tutta onesta’ rotto le palle!

 

 

 

 

Ci sono notti in cui il silenzio ti esplode in testa , forte, deciso e implacabile.

Alzandoti cammini fra camera e bagno come se volessi ristabilire le realta’ oggettive.

Quando non sei tu alla guida, devi decidere per una strada o fidarti del conducente o scendere al piu’ presto dal mezzo.

Mantenere la stabilita’ spesso non porta niente di nuovo, pur mantenendo la certezza verosimile dei tuoi intenti.

E’una chiamata di amor proprio e non si puo’ fingere.

 

Il pippone

Pubblicato: 5 dicembre 2015 in Senza categoria
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Sempre in agguato, dietro l’ angolo in particolar modo quando sei stanco o hai poco tempo, ti piomba addosso gettato dall amico, finto amico, collega, similcollega, conoscente etc.
Tutti hanno qualcosa da raccontarti per un tempo che va ben oltre lo scambio di chiacchiere.
Quando è che si può definire pippone.
Una normale conversazione, sfocia nel pippone quando uno dei due inizia a dirti cose a ripetizione senza darti la possibilità di rispondere, e più non ce la fai a star dietro, più il pippone si gonfia e ti diventa pesante.
Tenti in qualsiasi modo una via d uscita, ma il tuo interlocutore più si accorge che stai cercando di sfuggire, tanto più ti incalza con altri storie a raffica ancora peggiori.
L’ unico modo per uscirne è fingersi morto oppure far finta che accada qualcosa di grosso così da fargli distogliere l’attenzione e poi avere una scusa subito pronta giusto prima che ricominci.
Tecnica che uso molto spesso.

Il pippone

Pubblicato: 5 dicembre 2015 in Senza categoria

Sempre in agguato, dietro l’ angolo in particolar modo quando sei stanco o hai poco tempo, ti piomba addosso gettato dall amico, finto amico, collega, similcollega, conoscente etc.
Tutti hanno qualcosa da raccontarti per un tempo che va ben oltre lo scambio di chiacchiere.
Quando è che si può definire pippone.
Una normale conversazione, sfocia nel pippone quando uno dei due inizia a dirti cose a ripetizione senza darti la possibilità di rispondere, e più non ce la fai a star dietro, più il pippone si gonfia e ti diventa pesante.
Tenti in qualsiasi modo una via d uscita, ma il tuo interlocutore più si accorge che stai cercando di sfuggire, tanto più ti incalza con altri storie a raffica ancora peggiori.
L’ unico modo per uscirne è fingersi morto oppure far finta che accada qualcosa di grosso così da fargli distogliere l’attenzione e poi avere una scusa subito pronta giusto prima che ricominci.
Tecnica che uso molto spesso.

Mi chiedo quanto dovro’ andare ancora avanti a perdere tempo con le parole e non con i fatti.

Una cosa che odio in assoluto e’perdere tempo inutilmente.

Spesso a parlare di cose dette troppe volte, che non cambiano nel tempo, sono costanti e non possono variare solo perche’ si continua a riaprire gli argomenti.

Quanto dovro’ ancora sopportare questo tormento.

Quanto tempo perso, da poter dissipare in altre attivita’, che potrebbero essere anche frivole, non importa, ci mancherebbe altro, ma sprecarlo in questo modo mi sembra  del tutto inutile.

Gia’ l’esistenza e’ bombardata da complicazioni piu’ o meno importanti, che di nervi e tempo ti bruciano le energie, non mi sembrerebbe proprio il caso di andare a sprecare la carica rimasta in questioni gia’ ampiamente masticate.

tempo perso

 

Quanti modi di baciare conosci, quanti ne hai realmente messi in pratica, quanta intensità metti quando lo fai, quanta voglia di entrare a far parte di lei hai, quanto ti avvicini e quanto paura hai di perderla quando la baci piano o quando la prendi con passione e violenza.
Quanto è importante un bacio.

“La baciò come avrebbe baciato un angelo, solo con il respiro”

Ridi e ti incazzi

Pubblicato: 25 novembre 2015 in Senza categoria
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Cerca e ricerca senti e risenti dormi e stai sveglio, ridi e ti incazzi.
Una strada deve pur portare dove la tua mente vuole, oppure è solo una proiezione mentale che ti fa viaggiare in posti su misura con persone su misura.
Non ti rendi mai conto se stai fantasticando oppure sei attualmente in un cantiere che non si capisce se sia in costruzione.o in distruzione.

Sta tutta li la mancanza di trasparenza che serve per bloccare o sbloccare tutto

If you …

Pubblicato: 19 novembre 2015 in Senza categoria

If you wanna go on
Breath
If you wanna enjoy your emotions
Dance
If you wanna live
Don t think
If you wanna love
Let it go
If you are totally down
Scream
If you are still  alive
Go and smile

Me

Then I’m alright
When she’s awake
I’m up all night
And nothing really matters
Nothing really matters
I see her face
And in my mind
I sieze the day
Whenever she’s nearby
It’s like nothing really matters, no
Nothing really matters

She completes me
It’s how she reads me
Right or wrong
It’s so clear she’s
All that I need
All I need yeah

I know what it feels like
I know what it feels like
Swimming through the stars when I see her
And I don’t need air because I breathe her
I know what it feels like
I know what it feels like yeah
I breathe her
Breathe her..

Everytime I see her

When I’m lost
And need a sign
She leads the way
And I’ll be fine
And nothing really matters
Nothing really matters

She completes me
It’s how she reads me
Right or wrong
It’s so clear she’s
All that I need
All I need yeah

I know what it feels like
I know what it feels like
Swimming through the stars when I see her
And I don’t need air because I breathe her
I know what it feels like
I know what it feels like yeah
I breathe her
Breathe her..

Everytime I see her

When she’s ok
Then I’m alright
When she’s awake
I’m up all night
And nothing really matters
Nothing really matters

Mr.Probz

 

Non c’ è mai quello che cerchi.

Non c’ è mai quando lo vorresti avere.

Non c’è mai quando lo vorresti sentire.

Non c’è mai quando i brividi ti vengono giù dalla schiena e la stanza si fà più fredda e non solo perchè si è bloccata la caldaia, ma perchè quando c’è un grande freddo interno non c’è mai un cuore caldo intorno.

E allora, a che serve, parlare, pontificare, credere e sognare, se alla fine sei te.

Quando giocavo a tennis, mi piaceva fare il doppio, ma non trovavo mai nessuno che avesse tempo e passione quanta ne avevo io. Alla fine facevo fatica a trovare anche per il singolare, ho finito per smettere e rimanere con la voglia.

Ed adesso faccio fatica, fra doppio e singolare a trovare un buon motivo per lanciarvi la palla e star lì ad aspettare la risposta.

A te, mi dispiace, ed a te, sono stanco, posso dirvi solo questo.

unovs

Si diceva tra ragazzi, quando una squadra giocava contro di noi ed era troppo forte, o troppo debole.

E così sono io con le zanzare, non c’è scozzo. E’ impossibile, non ti pungono di giorno quando le vedi sei attivo e puoi, al limite, beccarne qualcuna e sfogarti.

No, aspettano che la preda sia immobile e senza possibilità di difendersi.

Sto per spegnere la luce di camera, e le vedo rintanate due dietro la tenda, all’ angolo, sono quelle più bastarde quelle che sono arrivate all’autunno, le ninja della categoria,  cerco di sorprenderle, ma non posso sbilanciarmi troppo anche perchè poi dovrei ridipingere il muro, che non è proprio facile. Mi vedono e spariscono nel nulla, altro mistero della fisica!.

Ho già capito che sarà un’altra notte sotto assedio, ho finito tutte le armi di difesa, le pasticche sono finite ormai da due giorni, lo zampirone in camera mi soffocherebbe con tutta quella citronella, gioco tutto sull’ Autan lo piazzo sul comodino e mi cospargo già mentre faccio i miei esercizi di inglese. Non mi posso sentire già più, come mi sdraio e mi giro sul cuscino respiro Autan ovunque, e più mi muovo e più svanisce.

Ma loro non hanno fretta, sanno che mi addormenterò bene e mi massacrano durante la notte, facendomi alzare più volte per cercarle invano, con la gola piena di Autan.

Avete vinto di nuovo, ma oggi pomeriggio, scorta di armi chimiche.

Arriverò

Pubblicato: 5 novembre 2015 in Senza categoria
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Arriverò sempre in ritardo, o in anticipo come spesso ho fatto nella vita con le mie decisioni, ma ci arrivo, e non importa se non ci sarà più niente io ci sarò.
………

Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare 
quando come una luce entrerai.. 
le prime due nasconderò dentro ad una pagina 
e la terza scriverò sui vetri sporchissimi di un auto blu.. 
blu come i tuoi occhi a cui raramente sfuggirò 
e anche se fosse tu non chiuderli mai.. 

Deciditi a capire che non mi servono fiori 
spiegami senza nemmeno parlare che senso hai.. 
costringiamo la notte a non fare rumore 
abbandoniamoci al giorno del tutto nuovi.. 

Tre sono le cose che devo ricordarmi di dire 
quando davvero sicura sarò 
e lo saranno le mie mani a cui raramente sfuggirai 
ma anche se fosse ritrovale 
e poi invitami a bere un bicchiere di sole 
spiegami senza nemmeno parlare che gusto ha.. 
costringiamo la notte a non fare rumore 
abbandoniamoci al giorno del tutto nuovi.

Malika Ayane

Il silenzio assordante della mente, lo senti anche in mezzo ad un frastuono.

Ti rimbalza fra le orecchie e ti picchia come un tarlo.

Fa più rumore di ogni suono potentissimo.

Il silenzio assordante della mente non lo puoi regolare o spegnere, lo puoi solo stare a sentire.

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This is my church

Pubblicato: 3 novembre 2015 in Senza categoria
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Ti fa male sempre qualcosa, e sarà perché sei vivo.
A respirare questa calma di Novembre, uno dei mesi più odiati, quello che ti porta via ogni speranza e ti pianta un palo di tristezza nella pancia.
Eppure fuori si respira e la calma mi culla al suono delle campane della chiesetta del paesello.
Corri ma dove corri,  se non hai la direzione, cambi treno in corsa e conosci solo la stazione di partenza, schivando le paure che non vuoi mai affrontare.
Che sia la notte a farti affrontare nei sogni tutti i tuoi draghi e ti faccia solo affondare i colpi con la testa nel cuscino.
This is my church

Mi sono sempre piaciute le stampe sul muro del letto, il muro bianco dietro di me mi faceva da ospedale, tant é’vero che adesso e’di un colore forte.

Anni fa avevo comprato un poster di quelli lunghi e stretti, che arrivasse a coprire l’intera lunghezza del letto, perche’ mi piaceva davvero tanto il disegno, e pensavo ogni volta che lo guardavo, chissa’se mai potro’ essere io ad occupare quel posto magnifico.

Ieri riguardavo una foto che mi hanno fatto pochi giorni fa e dopo tanto tempo posso dire di essere in quella situazione del poster, di sicuro non sara’lo stesso posto, ma la situazione e lo scenario e’ pressoche’ identica.

Dimentico spesso che quello che avrei voluto tanti anni fa si e’avverato, che le cose che pensavo mi dessero il massimo della felicita’ ora ci sono.

L’essenza dell’ uomo e’quella di non accontentarsi mai, se lo ha giallo, lo vuole rosso, se lo ha rosso, lo rivuole giallo.

E’ora di riflettere e gioire

Vestiti di merda

Pubblicato: 11 ottobre 2015 in Senza categoria
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Sembra così strano che debba parlare di questo argomento, ma il passaggio tra fumare ed il non fumare è stato molto più traumatico di quello che avrei potuto pensare a suo tempo, ed in principal modo diverso completamente da come me lo sarei aspettato nei modi e nei tempi. Dopo 14 anni abbondanti  da che ho buttato l’ ultimo pacchetto all’ altezza di Alessandria, quel Giovedi sera, non sento di certo più il bisogno e la fatica dell astinenza si è sentita durante i mesi successivi. Quello che non mi aspettavo era il cambio radicale di abitudini connesse, lo stile di vita, le compagnie, gli sguardi, il vivere insieme, lo sfogarsi, l’ imprecare e tirar dentro con un tiro lungo lungo. D’ improvviso ti ritrovi a cambiare totalmente aria e non ti si addìcono più molti comportamenti, frasi, condivisioni.
Lo sport mi ha aiutato ad uscire dal tunnel del fumo e la schiavitù che ne consegue con tutti gli eventuali problemi pesanti che possono gravare sulla salute.
Di contro mi ha distrutto fisicamente e di conseguenza nel morale e senza la possibilità di alcun sfogo come quello scemo di fumarti una sigaretta. Insomma con tutti i contro che ha il fumo, sono qui a metter in dubbio la mia scelta, come sto mettendo in dubbio tutte le altre, adesso in un momento dove avrei bisogno di urlare forte quello che penso e poi raccogliere i cocci e ripartire da zero, dove invece sono qui a vestirmi di abiti non miei perché la festa continui e tutto vada per il meglio, anche se non vi credo più. Vi sopporto e vi assecondo, vi accontento come si fa nelle migliori famiglie per portare il buon per la pace.
Forse va bene così, o forse sarebbe stato meglio continuare a fumare ed urlare merda merda merda, più povero, più matto, più irresponsabile e più esplicito che volervi piacere a tutti se poi non mi piaccio più io? Ma la vita ha delle regole ben precise e se vuoi continuare a vivere devi rispettarle e cambiare continuamente pelle, non ci si può fermare ad uno status personale, si rischia di diventare emarginati, impopolari, anacronistici e brutti. Non si può esser brutti a sto mondo, bisogna sempre apparire belli, non esserlo, apparire. Perciò vestiti di merda per tutte le feste, tranne quella del tuo cuore.

Stampante

Pubblicato: 6 ottobre 2015 in Senza categoria
Tag:, ,

Non c’e’niente da fare, non posso avere una stampante come tutti.

E’da quando ho un pc che mi ha dato i problemi sempre, sia la prima che la seconda, e sono entrambi Epson modelli belli e nuovi, ma non importa devono avere sempre un problema. E la carta, le cartucce, tra l’altro le piu’ costose del pianeta, ed i colori sbiaditi e si disallinea e si inceppa la carta, ci manca che gli vengano le mestruazioni e poi il quadro e’completo.

Qualsiasi stampante scoppia in casa mia, anche quelle degli altri, ci deve essere un campo magnetico negativo.

Quando rientro devo comprarne una nuova, e vediamo un po che succede, magari proviamo a cambiare marca.

Oggi è così

Pubblicato: 30 settembre 2015 in Senza categoria
Tag:, ,

Forse è il vento, o forse no, non c’entra niente, è solo un modo di pensare che sia quello.

Oggi è una giornata dove hai bisogno che qualcosa ti travolga e ti centrifughi la testa fino a non capire più niente.

E cerchi il tasto reset che non c’è,  ti rimane solo l’Aulin.

Silenzio… parla l’amore

I still believe in your eyes;
I just don’t care what
You’ve done in your life.
Baby i’ll always be here by your side;
Don’t leave me waiting too long,
Please come by!
I, i, i, i still believe in your eyes;
There is no choice,
I belong to your life.
Because i, i need you love you some day;
You’ll be my baby
And will fly your way
And i’ll fly with you,
I’ll fly with you,
I’ll fly with you!!!
You are, are, are, are, are, are!!!
You are, are, are, are, are, are!!!
You are, are, are, are, are, are!!!
(male voice)
Every day and every night,
I always dream that
You are by my side.
Oh, baby, every day and every night,
Will i celebrate
It’s born to be your life!
And i’ll fly with you,
I’ll fly with you,
I’ll fly with you!!!
You are, are, are, are, are, are!!!
You are, are, are, are, are, are!!!
(female voice)
Dream of me!
I still believe in your eyes;
I just don’t care what
You’ve done in your life.
Baby i’ll always be here by your side;
Don’t leave me waiting too long,
Please come by!
I, i, i, i still believe in your eyes;
There is no choice,
I belong to your life.
Because i, i need you love you some day;
You’ll be my baby
And will fly your way
And i’ll fly with you,
I’ll fly with you,
I’ll fly with you!!!
(male voice)
Every day and every night,
I always dream that
You are by my side.
Oh, baby, every day and every night,
Will i celebrate
It’s born to be your life!
And i’ll fly with you,
I’ll fly with you,
I’ll fly with you!!!
You are, are, are, are, are, are!!!
You are, are, are, are, are, are!!!

Gigi d’Agostino

In cucina

Pubblicato: 25 settembre 2015 in Senza categoria
Tag:, ,

Bisogna dirlo, faccio schifo a farmi da mangiare, faccio veramente pena.

Sto mangiando male, ad orari sballati, giusto perchè non ho voglia di mangiare perchè tanto so che cucinerò io.

Sto trascinando questa situazione da troppo tempo e ora sono al collasso. Già il fatto che mangio solo poche cose non aiuta, poi non mi piace trafficare in cucina, per me. Non è che non mi piace cucinare, ma non ho stimoli, e mentre lo faccio penso ad altre cose da fare, cosi finisco per fare tutto in fretta e sempre le solite tre cose.

L’ambiente è anche carino e caldo, la mia cucina è bellina, ma non basta.

E’ la voglia che manca, o cucino o mangio, oppure ho una donna per cui cucino o assaggio.

Che dura la vita da single

Insomma il dilemma è sempre identico, poco cambia, anche se spesso nella tua testa pensi che sia cambiato qualcosa.

Tutto rimane sempre come in realtà è.

Puoi vedere alcune cose e non vederne altre nascondendole in qualche modo, ma poi tutto torna sempre al punto di partenza.

Quello che è, rimane, la prima impressione è spesso quella che conta.

E allora cosa fare, continuare ad ascoltare le previsioni del tempo e far finta di niente oppure andare avanti aspettando che il tempo cambi davvero e vedere dove la tempesta ti sposterà

Il problema non è se miss Italia è brutta,    bella, parla male o bene,  se è un uomo, un trans, un computer, se vuole vivere la guerra o spararsi nel culo.
Il problema siete voi, che ne parlate di una manifestazione assurda, alla quale date eco e fate si che esista, quando dovrebbero pagarsi per guardarla.
Il problema che i calciatori guadagnano milioni di euro in un anno e voi no in tutta la vita, e’ causa vostra, siete voi che ne parlate, li osannate e pagate servizi televisivi assurdi, fate abbonamenti, scommettete, arrivate fino ad ammazzare per difendere una bandiera che non esiste.
Lo sport tornerebbe ad essere tale se nessuno desse eco a questo carrozzone.
La causa dei programmi di merda in TV,  siete sempre voi che li guardate e poi vi lamentate, pagate anche abbonamenti per mantenerli in vita ed ingrassate chi dite che vi fa schifo.
Il mondo sempre più inquinato che ci circonda e tutto che ci fa schifo rispetto ad una volta,  è ancora una volta colpa vostra che vi lamentate e poi buttate le sigarette dalla macchina e lasciate rifiuti in spiaggia perché, tanto poi qualcuno pulira’!
Lo schifo della corruzione dei politici, degli imprenditori, di tutto ciò che non funziona siete voi, perché pur essendoci tutti gli intrighi sotto, se ognuno di noi avesse una coscienza non solo per sé stesso ma per tutto ciò che ci circonda, e la smettesse di votare i soliti partiti magari questi qua non avrebbero più l’appoggio del popolo e non conterebbero più un cazzo.
Continuate ad indignarvi sui social per miss Italia,  o per i maro’ ed il derby di calcio che tutto va bene.
Il danno siete voi e continuate a lamentarvi di voi stessi.
Patetici

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Pubblicato: 11 settembre 2015 in Senza categoria
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E mi piace godermi questo cielo pieno di stelle, l’odore del mare che arriva da sotto la terrazza, e solo il suono dei grilli che fa da colonna sonora a questa mia serata.
Quanta natura mi avvolge e quanta pace mi culla.

Usci’dal teatro e si guardo’ intorno, era circondato dall ásfalto, dalle macchine che seminavano smog e arroganza, dalle nuvole che minacciavano un probabile imminente temporale.

Si incammino’ per raggiungere la macchina, ma presto cambio’ direzione e prese il marciapiede opposto per sentire lo scoppiettare delle foglie autunnali sotto le sue scarpe, per respirare l’aria libera dalle persone troppo impegnate che la avvelenano assiduamente e lentamente spalanco’gli occhi in ogni lato della sua visuale.

Si accorse che stava facendo qualcosa che non aveva uno scopo, che non aveva una direzione ben studiata, e non aveva un senso compiuto, stava guardandosi veramente intorno senza filtri.

Nessun filtro derivante dal lavoro, nessun filtro che veniva dalle passate esperienze, nessuna interferenza mentale delle conseguenze che poteva avere quel suo fuori programma.

Le prime gocce iniziarono a farsi sentire sul collo libero dell’artista, gli fecero quasi piacere, nonostante la temperatura fosse quella tipica autunnale, allento’il bottone della camicia e inizio’a toccare tutto quello che incontrava passando, il muro umido a destra, gli alberi alla sua sinistra, ormai intrisi d’acqua, i lampioni che emanavano l’unica luce che riusciva a vedere in quella buia serata.

Improvvisamente e forse per la prima volta si era guardato dentro, e si era visto solo.

Ancora echeggiavano gli applausi ed il fragore del teatro li’ vicino , eppure lui si sentiva terribilmente bisognoso di consensi, che non fossero quelli che aveva cercato per tutta la vita, ben altre conferme, dichiarazioni e appoggi come quelli che bagnato fradicio andava toccando come il muro, i lampioni e gli alberi che incontrava, che c’erano sempre stati sulla sua strada ma lui andava cercando altro e non li vedeva bene, sapeva che c’erano finche c’erano, ma erano li’e non se ne curava troppo.

Era finito uno spettacolo come tante altre volte, ma stavolta i complimenti, e le luci dei riflettori, non lo scaldarono fino a casa.

Forse era arrivato per lui il bisogno di amare intensamente e non solo in modo intangibile.

Forse domani sarà fare e baciare, speriamo, oggi è stato per dire.

Magari lo facessi più spesso di dire le cose che non vanno e metter qualche paletto, forse avrei uno stomaco più abituato e meno sensibile, che poi quando dico qualcosa che non va, son così buono, che ci rimango male io per quel che ho detto.

Ma esistono dei limiti anche nel mio “magico mondo” del “C’è una parola buona per tutti”, il fatto è che poi ti prendono il sopravvento e tornare indietro ti fa sembrare stronzo, ma in realtà avresti dovuto esserlo da subito.

Il freno ci va messo, in tempo mai troppo tardi, perchè poi frenare all’improvviso ti fa picchià delle testate nel vetro e senza airbag fa malino.

Insomma oggi dire quel che potevo l’ho fatto e non è ancora finita la giornata, magari qualcun’altro una risciacquata fa ancora in tempo a beccarla.

Affrettatevi !!!

Credo di aver dato tutto quello che avevo.

Del resto quel locale è come una bellissima donna, ti toglie il fiato e mentre ci lavori devi dare sempre il massimo, per tanti motivi, per primo perchè il livello è alto, secondo la concorrenza cerca di farti fuori giornalmente più volte, terzo perchè io se non do il massimo, soffro, tremendamente soffro in console.

Fisicamente non al top, ho iniziato la stagione con la consapevolezza che avrei potuto anche non farcela, i troppi viaggi, i km infiniti, la solitudine, le notti lunghissime, il traffico, gli orari che cambiano di continuo, tutto veleno per il mio stato fisico attuale. Ad un certo punto ho pensato che avrei potuto anche mollare, ed invece ho stretto i denti ed ho rinunciato, sì ad un pò di date, che dispiace sempre, però ce l’ho fatta.

Ora mi sento come quando rimani nel letto dopo un atto di sesso intenso, svuotato fisicamente e mentalmente.

Caspita quel locale è una bestiaccia, non puoi entrarci molle, devi aggredire e sciorinare musica con una destrezza che richiede una fatica ed un lavoro annuale.

Spesso i colleghi vengono a chiedere musica come se a me piovesse dal cielo, sicuri del fatto che io ho i pezzi giusti. Ma non sono giusti i pezzi, è l’atteggiamento con cui li metti, lo studio capillare con cui li inanelli, ed adesso basta perchè le lezioni si pagano non dico altro, dico solo che bisogna lavorare tanto per ottenere poco.

Ieri un amico ha detto che il mio lavoro è come il lavoro di un regista, che tutti pensano che per fare il film serva solo il tempo del film stesso, 2 ore, ed il mio lavoro è lo stesso per creare un set di 4 ore non servono 4 ore di musica ma anni di sudore.

Ed adesso devo ricostruire tutto, come sempre, da zero